Quasilecinque.
Sono quasi le cinque di mattina di un sabato sera passato come se non fosse sabato sera.
Ma che importa alla fine, quando è agosto e la sottoscritta fatica a ricordarsi in che giorno di che mese sta vivendo? Un giorno vale l'altro, quando si è liberi come l'aria.
E anche se di tanto in tanto ho lavorato, in queste vacanze, adesso penserò solo a godermi l'ultimo mese prima di questa nuova era. L'Università... Non mi fa più paura.
L'unico problemuccio è che per stare insieme a Parma io e Patrizio dovremo (soprav)vivere di stenti per qualche mesetto, diciamo fino a Natale. Come dice lui, in quei mesi vivremo a pane e cipolla, ma per questa sognata convivenza, faremmo qualsiasi cosa.
Sono quasi le cinque, e io penso a quante cose ho trovato e perso in poco più di un anno.
Mi sento come se stessi aspettando di uscire, per la seconda volta, dall'utero. La fuori, nel freddo autunnale, chissà cosa mi aspetta... Penso positivo, ma so che non sarà facile ricominciare (quasi) tutto da capo.
Sono le cinque, e penso a quanto veloce corra il tempo... Ultimamente ne ho perso il controllo, non riesco più a non perderlo di vista. Mi scivola tra le dita, e a volte mi sorprendo a spaventarmi pensando alla vecchiaia.
E ho diciannove anni... Mah, io non sono tanto a posto.
Buongiorno a tutti.
Da diligente cassiera ad intraprendente scaffalista.
Sempre Carrefour, s'intende. Perchè Carrefour è di parola.
Lavoro con una media di tre-quattro giorni a settimana, sempre dalle 20 alle 2.30; se avete la voglia (ma perchè dovreste?? e perchè c'è gente che ce l'ha?) di visitare il supermercato nell'ultima, infernale ora e mezza prima della chiusura, forse forse avrete l'immenso onore di beccarmi.
Potrei essere in diverse location/situationsss :
a) la più probabile, reparto
profumi/cosmetici. Dato che i capireparto mi credono (buahahah, illusi) una precisina, mi cacciano spesso a rifilare spazzole, creme anticellulite e dentifricio. Conosco a memoria ogni shampoo, rimango perplessa davanti ai saponi creati specificamente per le teste pelate (sì, esistono) e passo le ore a rimuginare su quale colla per dentiere scegliere per quando sarò decrepita.
b) opzione ancora più probabile; potreste trovarmi nel reparto
sughi/roba sott'olio intenta a far finta di essere velocissima a impilare prodotti su prodotti, col costante risultato penoso di farli cadere in massa. Questo perchè quel simpaticone del caporeparto, Sasà, mi sta fissando e mi urla "CAMILLA! VELOCCCE!", mettendomi agitazione.
N.B. Una volta sparito Sasà, ritornerò ai miei ritmi da bradipo cieco.
c) spesso mi sentirete elargire indicazioni date completamente a caso ai moltissimi clienti che mi chiedono dove trovare la tal crema anti emorroidale o cose simili. Io e Dodo abbiamo tecniche diverse per queste questioni spinose. Io rispondo in modo prevalentemente gestuale, comincio a indicare punti molto generici dando l'illusione di riferirmi ad una data scansia, accompagnando la gestualità con un confuso "di là...". In genere raggiungo il mio scopo, ovvero il cliente se ne va più in dubbio di prima e se non trova il prodotto non ha il coraggio di tornare a chiedermelo. Dodo invece ha una risposta fissa: "4 o 5 corsie più in là, in basso a sinistra"; per qualunque prodotto.
E poi c'è il simpatico aneddoto che non posso non raccontarvi e per il quale il mio ragazzo mi ride simpaticamente dietro...
Giusto l'altro ieri mi lamentavo scherzosamente con Monica, una che lavora con me ai profumi, perchè Sasà mi faceva gli agguati e mi spiava per controllare che lavorassi bene. Ogni tanto vedo una testolina che spunta dalle scansie, credendosi alquanto astuta... poi sento il vocione terrone che urla "CAMILLA!! TI VEDO EH! LAVORA!".
Monica mi guarda con una faccia tutta seria e mi fa: "Eh ma quello non ti fissa per controllarti... è per un suo problema...".
Dopo essermi chiesta quale problema al cervello potesse avere Salvatore, ho osato chiedere: "Ma... posso sapere che tipo di problema?".
Monica: "E' che lo arrapi, piccola... Ah oh, mi dispiace, ma io le cose le dico pane pane e vino al vino. Io i nomi non me li ricordo mai, ma il tuo lo ricordo a forza di sentire Sasà che parla di te..."
Sasà è un ultraquarantenne che si vanta di comandare quattro gatti che impilano scatolette.
Mhm, che ricco bottino.
Camy1988 ha sbattuto fragorosamente la testa contro il muro e da essa sono fuoriuscite parole apparentemente senza senso alle 17:09 -
sabato, agosto 09, 2008
commenti (1)[popup] || commenti (1) in
life,
angoscia,
at work